Fondi Ue, cinque miliardi inutilizzati. E 60mila progetti non sono neanche partiti

Vi riportiamo in calce un articolo dell’Espresso sull’ennesima opportunità per creare occupazione, sviluppo e benessere persa dal Nostro Paese per colpa di amministratori improvvisati e inefficienti. Su 28 miliardi di aiuti strutturali a disposizione, 5 miliardi sono stati inutilizzati. Peggio di noi soltanto Romania e Croazia.

 

fondi-unione-europea

 

“Cinque miliardi e 300 milioni. Euro più, euro meno, grosso modo quanto vale il taglio delle tasse annunciato per quest’anno da Matteo Renzi. Una cifra che da sola sarebbe sufficiente a costruire una buona metà del contestato Ponte sullo Stretto di Messina e che invece è ancora nei forzieri di Bruxelles, da dove l’Italia non è riuscita a tirarli fuori per spenderli. Il fischio finale per usare i soldi della programmazione 2007-2013 è arrivato lo scorso 31 dicembre. C’è tempo fino al prossimo marzo per rendicontare le fatture emesse entro il 2015, ma al netto dei tempi “supplementari” il quadro è desolante. Fra lentezze burocratiche e cantieri in ritardo o bloccati dai ricorsi, su 28 miliardi di fondi strutturali a disposizione, certifica la Commissione europea , l’Italia ne ha utilizzati l’81 per cento, una decina di punti al di sotto della media Ue (90,3 per cento).
Negli ultimi mesi questo ritardo ha spinto tutte le amministrazioni pubbliche che hanno in ballo progetti non ancora conclusi a un’autentica corsa ai pagamenti per non perdere il denaro , anche se i rendiconti dovranno poi passare al vaglio severo di Bruxelles, che potrà rifiutare il rimborso delle spese ritenute irregolari. In ogni caso, fosse stato un campionato di calcio saremmo retrocessi in serie B, visto che ci siamo piazzati al terzultimo posto e soltanto Romania (75 per cento) e Croazia (65 per cento) hanno fatto registrare risultati peggiori. Mentre una cenerentola come la Grecia, alla quale era stato assegnato un paio di miliardi scarsi, è a un passo dall’en plein con un tasso di “assorbimento” pari al 99,5 per cento.
Ma questa è solo una parte del problema. Scorrendo il dossier realizzato dall’associazione Openpolis elaborando i dati di Opencoesione, il portale governativo che monitora l’uso delle risorse comunitarie, si scopre infatti che quasi un progetto su 15 non è mai partito. Complessivamente i fondi strutturali sono stati suddivisi in oltre 900 mila interventi di varie dimensioni ma 104 mila sono ancora in corso e 63 mila (il 7 per cento, per i quali l’Europa aveva messo sul piatto 3,2 miliardi) non sono neppure stati avviati: presentati, approvati, finanziati ma di fatto rimasti sulla carta.

Fra i lavori fantasma ci sono anche 33 opere di grandi dimensioni che da sole valgono oltre 2 miliardi, più di metà dei quali messi dalla Ue. Vedi la bonifica dei Regi Lagni o del fiume Sarno in Campania (rispettivamente da 230 e 217,5 milioni) o, a Napoli, la tratta della metro compresa fra Piscinola e Capodichino (177 milioni). Al 31 dicembre 2015 per nessuno di questi era stato effettuato un pagamento.
Tradotto: i lavori non sono partiti. Non a caso proprio il campo delle infrastrutture, per i tempi lunghi di progettazione ed esecuzione che richiede, è quello rimasto più indietro. Considerando anche i fondi nazionali e quelli messi dai privati (che portano la torta complessiva delle risorse a 100 miliardi) la capacità di spesa in questo settore è stata pari ad appena il 29 per cento, che vuol dire quasi 19 miliardi rimasti inutilizzati. Nemmeno in ambito ambientale le cose non sono andate molto meglio: solo un terzo del denaro è stato usato.

L’incapacità di impiegare i soldi disponibili tuttavia non affligge soltanto i progetti affetti da gigantismo e quindi più impegnativi. Il grosso delle incompiute riguarda infatti interventi di taglia media (fra 10 mila e 100 mila euro) o medio-piccola (1.000-10 mila euro). E una buona fetta interessa anche piccoli interventi che richiedevano un impegno di spesa inferiore ai mille euro come borse di studio, tirocini formativi, bonus assunzioni e via dicendo.
Spesso fonte di sperpero, nemmeno quando è a pioggia il finanziamento europeo va sempre a buon fine.”
articolo originale a cura di l’Espresso.it

 

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Leave a reply